Le vincite fatte nei Casino non fanno reddito

I giocatori accaniti, frequentatori di Case da Gioco dell’Unione Europea e dei casino online legali migliori, e baciati dalla Dea Bendata… non devono più temere: possono continuare a sfidare la Fortuna e, sopratutto, a vincere, poiché i loro “malloppi” non saranno ritenuti “reddito” e non saranno assolutamente tassati. Questo è ciò che si legge nell’articolo che disciplina la tassazione delle vincite da gioco: Le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate negli altri Stati membri dell’Unione europea o nello Spazio economico europeo non concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta”. Ne discende, che l’interpretazione di questo articolo vuole sanare il Caso EU pilot 5571/13/TAXU, nell’ambito del quale si è rilevato che il regime di imposizione fiscale delle vincite conseguite mentre si vuole giocare al casino online da giocatori italiani in case da gioco di Stati Membri o Stati dello SEE contrasti con il diritto europeo, nella misura in cui tale regime assoggetta i premi e le vincite conseguite all’estero -anche quelle conseguite online- ad obblighi dichiarativi diversi e più pesanti rispetto a quelli previsti per le vincite ed i premi conseguiti in Case da Gioco italiane.

Su questa questione si è pronunciata la Corte di Giustizia Europea, rilevando che il differente trattamento fiscale riservato dall’ordinamento italiano alle vincite conseguite in Italia ed a quelle conseguite in altri Stati Membri dell’Unione, costituisce una restrizione alla libera prestazione di servizi, ed è da ritenersi non giustificabile né per motivi di pubblica sicurezza e di ordine pubblica, né tanto meno per motivi di sanità pubblica.

Chi si scaglia contro il gioco d’azzardo legale

Solo qualche riga… per rimettere le cose al proprio posto! Il mondo del gioco lecito e dei casino online legali sicuri non vi è dubbio che sia bersagliato da destra e da sinistra perché ritenuto responsabile di grossi disagi e di tutti i “guai sociali” che nel nostro secolo si rappresentano. Tutto il malaffare che circola sul nostro territorio, nelle periferie, nei punti più disagiati della città dove già le zone sono in pericolo, è tutto convogliato dal gioco d’azzardo. Certamente, non si può non ammettere che “qualche inconveniente” a volte anche grave, e qualche negatività si possa far risalire lì, ma… non si può “avere le fette di salame sugli occhi” e non accettare che viviamo in un mondo ultra tecnologico, ove strumenti digitali sono nelle mani anche dei più piccoli. Questo a volta è persino esagerato ed a volte i genitori e le famiglie dovrebbero essere forse più oculati prima di mettere in mano ai più piccoli mezzi che si possono dimostrare”negativi”.

I ragazzi passano al cellulare (con tutto quello che comprende, giochi inclusi e casino online italiani) tante ore, persino in classe a volte sono usati, quando non vengono ritirati dai prof… I giovani su internet chattano, stringono amicizie, si rivolgono ai social, possono spaziare nel mondo di internet dove e quando vogliono, con chi vogliono e con cosa vogliono: ovviamente anche con i giochi online. Quindi, sono i tempi che cambiano e, quindi, l’evoluzione tecnologica che non si può fermare, oppure tutto questo si può far risalire solo al gioco d’azzardo? E se si risponde sì, perché?

Gioco d’azzardo: Nuove tendenze tecnologiche

Eastern European Gaming Summit di Sofia, la cui prima edizione risale al 2008, è un’occasione importantissima dato che mette a confronto le tendenze tecnologiche nel settore dei giochi e dei casino online migliori che si è tenuta nello scorso novembre: infatti è diventato il punto di riferimento per le discussioni e le presentazioni delle tendenze attuali del gioco. È organizzato dall’Associazione bulgara Commercio ed è un’occasione di networking e discussione in Europa orientale. Richiama a sé gli esperti del gioco, associazioni internazionali anche dell’industria del turismo derivante dal gioco, autorità nazionali di regolamentazione che si vogliono confrontare sui programmi futuri. In Eegs si possono, quindi, incontrare potenziali partner per muoversi in nuovi mercati e, sopratutto, si parla di cambiamenti normativi fondamentali e delle riforme previste nell’Europa occidentale ed orientale per proteggersi dalle frodi e dal riciclaggio. Un viaggio a tutto campo per sondare il complesso mondo dei giochi.

Naturalmente, parlando di futuro dei nuovi casino online, in questo evento si sono dibattuti i temi dello sviluppo del gioco e delle sue future tecnologie, del gioco responsabile e dell’incontro e dell’intersecarsi tra gioco terrestre e gioco online, richiamando l’intervento di speciali relatori provenienti da alcune delle aziende maggiori nel settore come Bit8, Pegasus Gaming Solutions (Microgaming), European Business Development ed altre “personalità”. Hanno richiamato attenzione anche i relatori nazionali riuniti in una attesa tavola rotonda a cui hanno partecipato i rappresentanti di Portogallo, Lituania, Malta, Gibilterra, Bulgaria per confrontarsi sulle pratiche migliori nel quadro normativo: si è parlato di scommesse sportive, poker, mobile game ed argomento importante del turismo del gioco.

Bisogna estrarre l’asso per essere i migliori

Si è sottolineato più volte che il mondo del gioco d’azzardo ha portato alla qualifica di alcune professioni che, sino a qualche tempo addietro, non venivano neanche considerate, oppure venivano considerate come parte di un settore “figlio di un Dio minore”: l’azzardo era ed è visto ancora da qualcuno “perdizione” e non comparto dove si sono create nuove professioni e nuove possibilità lavorative, oltretutto ben remunerate ed anche “divertenti”. Lo è senza dubbio quella di croupier che è un po’ il fulcro di questo mondo affascinante e coinvolgente. Ecco qualche consiglio per “essere i migliori” suggerito da Mattia Luchesini che ha raggiunto un ottimo traguardo professionale: esperienza all’estero, determinazione, customer service, tecnica, precisione e forte capacità nell’instaurare rapporti interpersonali.

Con queste “doti” Mattia ha sbaragliato la concorrenza al Casino Park di Nova Gorica e si sta prefiggendo programmi futuri molto ambiziosi sino ad “aprire la mente” a Casa da Gioco online a Macau e Las Vegas anche se, attualmente, ha già una professione avviata presso il migliore club di Londra. Questo lo ritiene solo l’inizio e per il futuro… chi vivrà vedrà! Per quanto riguarda prendere in considerazione l’Italia per la sua attività, questo giovane croupier ritiene che potrebbe andare bene per gli stipendi, le poche ore di lavoro ed i privilegi che ne deriverebbero, ma ritiene che nel nostro Paese manchino leggi specifiche, trasparenza, meritocrazia ed organizzazione e senz’altro non riuscirebbe, nonostante le sue qualità, ad entrare nel Casinò di Sanremo che, oltretutto, disterebbe solo un paio d’ore dalla sua residenza.

Rapporto tra governo e gioco illecito

Finalmente, sembra, l’Esecutivo si è reso conto che il gioco pubblico ed il settore italiano legale dei casino online, dallo stesso Stato voluto e promosso, ha bisogno di tutela poiché la domanda dei giocatori è tanta nel nostro Bel Paese e si è arrivati ad un punto che bisognerà intervenire in modo concreto, adeguato e vincente per proporlo in modo competitivo e sopratutto per debellare il gioco illegale. La diffusione dei prodotti di gioco deve essere ben delimitata, sopratutto quella delle slot machine, e si deve arrivare ad una riforma della tassazione di tutti i giochi che porterà un prelievo sul margine e non più sulla raccolta, concedendo così maggiore libertà alle imprese e combattendo la “concorrenza sleale” che viene proposta sul mercato dall’illegalità. Le “sane” aziende ci sono e sono per fortuna tante: bisogna metterle in condizione di lavorare con serenità, tranquillità, legalità. Questo darà un duro colpo alla rete illegale e questo deve fare uno Stato che “ama” i propri cittadini che siano giocatori od imprenditori.

Ora che sembra proprio che l’Esecutivo abbia ben chiaro il principio di far “emergere il sommerso” e contrastare “le sale da gioco illegali”, finalmente si potrà costruire un futuro veramente sostenibile per il mondo-gioco, ma sopratutto per i cittadini che “finiranno anche col rispettare” questo settore che così tanti quattrini ha versato nelle casse dell’Erario. Questo invece che “ingarbugliarsi” in normative e decreti legislativi che, in nome della tutela della salute e dell’ordine pubblico, favoriscono il mercato nero e non fanno altro che peggiorare la situazione iniziale che volevano migliorare.

La stabilità del gioco sembra impossibile

Rispetto alla situazione “tremenda” di stallo in cui il mondo-gioco e quello dei migliori casino online con bonus si trova per l’arcinoto problema del versamento dei famigerati 500 milioni di euro suddiviso in due tranche… forse è stato fatto un passo avanti a seguito dell’incontro avvenuto tra il Ministero dell’Economia ed i concessionari di rete delineando una via d’uscita. Certamente, manca poco alla “prima scadenza” e la “palla è passata” alla filiera che entro il 30 aprile dovrà trovare “la quadratura del cerchio”. L’incontro non ha determinato “il colpo di bacchetta magica”, ma ha reso la situazione senza dubbio più chiara: il Governo ha suggerito alle società deputate al versamento dei primi 200 milioni di raggiungere un accordo con le due principali associazioni di categoria sulle modalità di distribuzione delle quote ed, in contemporanea, di adottare gli strumenti “coercitivi” verso quei soggetti che non intendono aderire al pagamento.

Il Governo non vuole veder “sfumare” l’incasso della “prima tranche” e sta tentando di tutto perchè ciò non avvenga, anche perchè se “vi fossero sorprese eclatanti” salterebbe l’intera maonovra economica e con essa la  credibilità dell’esecutivo -già parecchio sottoposto a pericoli in questa direzione-, insieme a quella del settore gioco. A seguito dell’incontro con il Mef le rappresentanze di categoria si sono riunite per tentare un ulteriore accordo… in tempi sempre più ridotti. L’idea più “percorribile” sembrerebbe quella di vedere coperta l’intera cifra della “prima tranche” dai concessionari stabilendo certezze per il recupero delle somme anticipate con una ripartizione concordata… per non vedere saltare l’intero settore e tutto ciò che gravita intorno!

Anomalie ed incertezze sul gioco d’azzardo

L’argomento di questa settimana non può essere che il versamento della prima tranche di 200 milioni di euro da parte dei concessionari degli apparecchi da intrattenimento e dei siti italiani di casino online legali aams: tutti sono sottosopra anche perchè il Governo ha annunciato che l’unica “certezza” che potrà esserci attorno alla Legge Delega sarà la riduzione del numero di slot machine sul territorio e questo renderà inevitabilmente in diminuzione il numero delle aziende presenti sul mercato come pure le entrate della filiera. Il Governo invece di concedere una dilazione della data di scadenza della prima tranche ha scelto di scaricare tutta la responsabilità e la completa rinegoziazione dei contratti sulla filiera che si trova nell’incertezza totale anche dopo aver conosciuto lo slittamento della pubblicazione del decreto di riordino dei giochi previsto dalla Legge Delega e nel quale tutto il comparto aveva riposto grande speranza poichè avrebbe potuto rimettere a posto i conti o prometterne una forma di riequilibrio concedendo una nuova “luce” per tutto il settore.

Un’altra anomalia ed un’altra incertezza si rappresenta nella natura contabile di questo versamento imposto alla filiera in quanto le aziende non sono ancora in grado di chiudere i propri bilanci di esercizio di fronte alla “riduzione degli aggi” che non rappresentano una tassa, ma un codice di tributo: intanto la scadenza si avvicina e tutto sembra stare per scoppiare. I tentativi di medizione falliscono rovinosamente di volta in volta: le associazioni di categoria si stanno dando molto da fare per “azzerare” anomalie ed incertezze… ma tutto rimane uguale: la scadenza è sempre quella del 30 aprile 2015… e quella rimane.

Lo stato deve far chiarezza sul gioco d’azzardo

Pur rispettando l’operato dei giudici per quanto riguarda il mondo-gioco non si può non riscontrare le varie discrepanze delle decisioni sul medesimo oggetto: specificatamente l’orario degli apparecchi di intrattenimento imposto alle sale da gioco su internet dal Comune di Milano. Possibile che a nessuno interessi che queste limitazioni andranno indubbiamente ad incrementare il gioco illegale? Che le “ristrettezze lavorative” non faranno altro che limitare l’attività di chi opera in virtù e nel nome di concessioni rilasciate dallo Stato? Certamente le “limitazioni d’orario” non tuteleranno i giocatori e, sopratutto, non vi saranno meno giocatori “problematici” poichè, come si è evidenziato nei vari territori che hanno “messo al bando il gioco d’azzardo lecito”, il mondo-gioco si è riversato nell’illegalità visto il proliferare, in quei luoghi, di totem e Ctd: sistemi senza alcun controllo che agiscono senza alcuna autorizzazione dello Stato.

Quindi, unico risultato tangibile sarà il dirottamente della legalità verso l’illecito e questo sarà “un gran bel passo” verso la tutela dei giocatori sopratutto verso gli individui più influenzabili(sic!). Ma come può lo Stato permettersi di non intervenire, di non mettere finalmente un punto fermo, autoritario, definito, nazionale che “metta le cose al proprio posto” e che metta gli operatori  in tranquillità e nella possibilità di lavorare… senza incertezze, senza paura del “mondo-gioco illecito” e con la gioia di mettere adisposizione dei giocatori, che vogliono divertirsi, tutta la loro esperienza e la loro professionalità? In fondo, il compito del gioco lecito è questo: divertimento. Lo stanno cercando in tanti…. ma cominciano a non trovarlo più!

Le tre regole per giocare d’azzardo online

Che si stia giocando in un casinò online alle slot machine od ai consueti e tradizionali giochi da casinò si rappresenteranno, sempre e comunque, momenti buoni e momenti cattivi: si alternano continuamente,  naturalmente ed il compito ardito del giocatore è quello di sfruttare al meglio quelli positivi e massimizzare quelli negativi. Il giocatore che “ha futuro” non è quello che vince quando è il momento giusto, ma quello che sa reagire nel modo giusto… quando è il periodo negativo. La freddezza e la lucidità di agire è proprio nella  gestione delle difficoltà, lì dovrebbe uscire l’autodisciplina ed il carattere: qui scattano tre famose regole oppure “tre trucchi psicologici” per affrontare il momento “no” che si possono considerare la chiave del successo durante il gioco.

Prima di tutto non “lasciarsi prendere dalla voglia di recuperare” dopo aver subito una sconfitta “importante” e quindi tentare un recupero veloce delle perdite: è il modo più semplice per trovarsi a zero in brevissimo tempo. Seconda tecnica, anche se potrebbe sembrare agli occhi di tanti un poco empirica, è la “respirazione”: quando si perde tanto, bisogna evitare il panico e, quindi, ossigenare il cervello con un respiro adeguato. Terza fase è quella più difficile da affrontare: lasciare temporaneamente il gioco e schiarirsi le idee, cambiare proprio sistema di gioco e passare ad uno completamente diverso e più rilassante magari affidandosi a quei giochi “dominati esclusivamente dalla casualità” e che non implica quindi alcuna strategia da parte del giocatore. Con queste tre regole il giocatore è quasi salvo…

La guardia giurata che gioca alle slot machine

Indubbiamente avere una condotta inappropriata relativamente alla propria professione fa emettere un giudizio prettamente negativo in generale: ci si aggiunga che questo professionista sia una guardia giurata che assumeva alcool, abbandonava la vettura dell’istituto per intrattenersi presso sale da gioco online durante l’orario di servizio… ed il gioco è fatto, ecco la sentenza del Tar Calabria che ha rigettato appunto il ricorso presentato dalla guardia giurata contro la sospensione comminatagli. Non vi può essere dubbio su questa sentenza anche perchè ne discende che durante il “proprio orario di lavoro”non ci si può intrattenere in altre attività se non quelle destinate al lavoro… figuriamoci poi entrare in una sala giochi ed “operare” sulle slot machine! Come poteva pretendere questo professionista che venisse rivista la sospensione dei titoli e del porto d’armi? Mah, sinceramente non si vede come ci si poteva esprimere diversamente.

Per i Giudici, naturalmente, anche se il gioco alle slot di per sé è un attività legale, non può essere espletato durante “il servizio” di una guardia giurata mettendo a repenteglio la sicurezza propria e dei soggetti “che confidavano nei compiti di vigilanza”: è una considerazione che investe in pieno la complessiva personalità del soggetto ritenuto, a seguito del proprio comportamento, non idoneo ad espletare l’attività di guardia particolare giurata. Certamente, il gioco alle slot machine non è un’attività illecita, ma l’atteggiamento di un agente di polizia che abbandona il proprio mezzo per intrattenersi con giochi d’azzardo non è indubbiamente consono alla professione ed all’attività alla quale è chiamato a rispondere.

L’avvicinamento della delega fiscale ed il gioco

Si parla tanto della Delega Fiscale e dei suoi contenuti, ma ancora si sono visionate soltanto una serie infinita di bozze e quello che traspare inequivocabilmente è che il Legislatore vuole “avere un maggiore controllo del sistema casino online”. Sistema che ha reso tanto negli anni e dal quale l’Erario ha sempre attinto forse in modo anche un po’ “disinvolto”: quindi, ora se il nuovo sistema che “uscirà” dalla definitiva Delega Fiscale sarà sulle tecnologie a favore di tutti finalmente si avrà un sistema virtuoso, altrimenti se ci si orienterà verso tecnologie più vicine alle videolottery il tutto sarebbe a favore soltanto di “alcuni prescelti” e vi sarà una conseguente destabilizzazione della filiera.

La Legge Delega è chiaro che ha gettato sulla filiera ombre che la mettono in fermento, poiché non si conosce ancora di preciso lo sviluppo e… dove si andrà a finire: qualsiasi cosa accadrà dovrà essere vista come una ripartenza per tutto il settore, una regolamentazione ed una disciplina che dovrebbe farlo proseguire su nuove basi più solide e concrete. Ovviamente, sentendo “in giro” tante voci e tanti pareri… la confusione regna sovrana ed in più ci si deve aggiungere il dettame della Stabilità e dei 500 milioni richiesti alla filiera che subirà questo “ulteriore balzello” in un momento dove non c’è crescita e tutti, nel mondo del gioco d’azzardo, “annaspano per non annegare. Il settore ha il diritto di essere in “fermento”poichè vorrebbe senz’altro guardare con ottimismo al futuro della filiera, ma in tutta franchezza…sembra veramente un’impresa improba e titanica!

Come il gioco d’azzardo vuole innovarsi

La Fiera di Enada di Rimini sarà senza ombra di dubbio occasione di riflessione e di scambi di esperienze da parte dei partecipanti e ciò che innanzitutto appare chiaro a tutti è che il nostro mercato italiano legato ad i siti legali di casino negli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale incredibile: questo è stato di esempio anche per gli altri mercati poiché, indubbiamente, l’innovazione e la evoluzione forniscono una prospettiva di crescita per tutto il settore del gioco. Ogni segmento di gioco, con la propria tecnologia e la propria innovazione, può crescere fattivamente: ci sono opportunità maggiori e più significative dove c’è un maggiore contributo tecnologico come nell’interactive e nel mobile. Anche se il nostro Paese, per quanto riguarda il mobile, è un poco “più indietro”, ed il relativo settore non è ancora decollato come ci si aspetterebbe.

I nostri giocatori, in generale, non sono tecnologicamente avanzati anche se il mobile offre esperienze di gioco diverse e differenti rispetto al concetto di gioco da PC, con il vantaggio di “portare con sè” tutti i giochi desiderati. Ma gli utenti italiani “stanno forse ancora un poco alla finestra” per sperimentare questa opportunità come il mercato richiede: smartphone, tablet ed altre tecnologie sono ben distribuite…bisogna che entrino anche “i giochi” nelle varie disponibilità degli utenti e che si sentano a proprio agio ad usarle. Il mercato italiano ha aperto ormai le porte del mondo del gioco online e cerca in continuazione di innovarlo in qualsiasi modo: solo questo sarà il segreto del futuro del gioco… bisogna afferrarlo.

I conti alla filiera del gioco d’azzardo

La scadenza del 30 aprile prossimo è alle porte ed, inevitabilmente, si è giunti al momento di vedere cosa succederà della filiera del mondo del gioco d’azzardo. Chi potrà e non potrà fare fronte agli impegni, coloro che saranno costretti a chiudere le proprie attività e ciò che rimarrà in piedi dopo il “salasso” che ha fatto tanto discutere tutti i “partecipanti al mondo gioco”. Sino all’ultimo la chiarezza sarà un aggettivo effimero che “svolazzerà” sopra il “gioco” e tutti sono in tensione, preoccupati del futuro incerto: è tempo di conti, quindi, e con la prima tranche di pagamento si vedranno i “primi risultati”.

Fino all’ultimo, le varie rappresentanze di categoria proporranno al Governo soluzioni sostenibili poiché tutti saranno coinvolti “a cascata” sia gestori, esercenti e gli stessi concessionari: si dovranno valutare i rispettivi margini e non solo i volumi di raccolta. Per quanto riguarda le new slot, su stima relativa ai primi cinque mesi dell’anno, relativamente alle circa 363 mila macchine installate il netto ricavo proveniente dal gioco sarebbe di circa 2,5 miliardi di euro.

Per le videolottery, i ricavi netti, relazionati allo stesso periodo, sarebbero inferiori ad un miliardo di euro. La proposta sarebbe di chiedere un aumento del prelievo a partire da giugno sino a dicembre 2015, in anticipo al riordino promesso dalla Delega Fiscale, di 2,35 punti percentuale della raccolta e di 1,15 punti percentuale della raccolta sulle Vlt in “cambio dei 500 milioni da versare tout court” come previsto dalla Stabilità. Chi ha orecchie per intendere… intenda.

Gioco d’azzardo: Come si muovono i SERT

I Servizi del Servizio Sanitario Nazionale che seguono le dipendenze da anni si dovranno anche occupare “di gioco”: quindi si dovranno “muovere” su questo terreno ed applicare tutta l’esperienza acquisita ed acquisirne di nuova direttamente con i giocatori d’azzardo che senza dubbio fanno parte di un mondo assai particolare e persino affascinante. La natura delle dipendenze comportamentali legati a giocare nei casino online sta aiutando gli operatori ad acquisire un pensiero più complesso e la presenza di una fetta importante di giocatori “eccessivi”, che però non presentono fattori di rischio grave, consente di dare un giusto peso ai fattori ambientali che sono strettamente connessi al gioco. Il mondo-gioco si aggiunge, quindi, alle altre dipendenze derivanti da alcool, da tabacco e da droga e non vi è dubbio che i Sert sono un poco sotto pressione per i carichi di lavoro cui gli operatori sono sottoposti.

L’intervento dei Sert viene svolto non solo sul piano clinico, ma anche sul piano della prevenzione e della riabilitazione due elementi indispensabili da considerare ed assolutamente in linea con gli obbiettivi dei servizi. L’utenza dei giocatori è cresciuta rispetto a dieci quindici anni fa e si può considerare che i giocatori d’azzardo rappresentano la seconda o terza tipologia di utenza: per questo motivo i Sert hanno compiuto una scelta etica nei confronti dei giocatori patologici e delle loro famiglie decidendo di studiare, formarsi, sviluppare nuovi programmi terapeutici per poter superare le difficoltà che si incontrano con la specifica patologia del gioco d’azzardo. E certamente questo atteggiamento non è poco ed ha necessità di essere sostenuto.

Serve educazione verso il gioco d’azzardo online

San Francisco e “Il gioco online nel 2015 ed oltre”. Lì, si discute in questi giorni per garantire un “futuro sostenibile” al gioco online legale che richiede assolutamente una forma di educazione al gioco per gli operatori e per i giocatori. Lawrence Vaughan di Real Gaming ha espresso così il suo parere, ed è un parere senza dubbio autorevole in quanto lo stesso è noto per essere stato il primo a ricevere una licenza di i-gaming in Nevada.

Vaugan ha sottolineato la necessità di un’educazione per i giocatori e per gli addetti ai lavori del gioco fisico ed ha sottolineato che questo “bisogno” deriva dal fatto che ancora oggi i consumatori richiedono “perché devono fornire così tante informazioni al momento della registrazione” per giocare: questo denota una scarsa educazione al gioco, sopratutto al gioco responsabile.

Questa “educazione globale” darebbe un “bel segnale” alla collettività dei giocatori per accelerare il loro processo di crescita nel comparto online. Certamente, il gioco online “traina” anche il gioco terrestre: infatti, dopo “l’ingresso sul mercato” dei casinò online, si sono constatati aumenti di accesso anche alle sale da gioco terrestri. L’online avrà bisogno di qualche tempo per “assestarsi” in modo “positivo”sul mercato, ma indubbiamente i suoi risultati sono estremamente soddisfacenti e fanno nascere spontaneo una “sorta di accostamento”…. “una mano lava l’altra e tutte due lavano la faccia”. Il gioco responsabile, sia terrestre che online, ha bisogno di sostegno e visto che da nessuna parte arriva… meglio che faccia tutto da solo… anche se l’aiuto viene da un comparto differente.

A chi spetta la competenza sui casinò?

Incontro in “alte sfere” relativamente al mondo-gioco: direttore generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, direttore degli Affari Legali dell’area Monopoli, Viminale e Mef. Questo farebbe presagire ad uno scenario ben chiaro a qualcuno e nel quale l’Agenzia delle Dogane potrebbe recitare un ruolo da vero protagonista. Si sta sempre “lavorando” per la “questione gestione dei migliori casinò” e Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, porta avanti la sua idea di costituzione di società che gestisca i casinò tricolore non senza sottolineare che esistono già quattro realtà  -con a capo altrettanti enti locali- ma che insieme a ciò esiste anche un vero e proprio interesse nazionale, forse superiore a quelli già in essere.

L’idea “figlia di Baretta” è senz’altro rivoluzionaria e potrebbe anche comprendere il passaggio delle competenze sui casinò dal Viminale al Ministero dell’Economia: questa idea potrebbe senz’altro trovare opposizione da parte degli attuali “proprietari dei casinò” -e forse meno da parte del casinò veneziano che vedrebbe di buon occhio questo intervento- ma che richiede per il suo esplicarsi e districarsi tempi “adeguati” e forse non compatibili con i “dettami della Delega” che sono comunque ristretti.

Tutto questo fa nascere perplessità sopratutto il fatto pratico che il Viminale sia disposto a “cedere la competenza” al Mef visto l’interesse da parte del Ministro Angelino Alfano per la riapertura del Casinò di Taormina. Tanti punti di domanda quindi, ma la certa volontà di Baretta di “rivoluzionare” i casinò tricolore attraverso la Delega oppure in tempi successivi. Ma questa rivoluzione “sa’ da fare”… assolutamente.

Il riordino dei casinò finisce nel cassetto

Il gioco pubblico è attonito: il decreto legislativo sul gioco che doveva essere presentato entro il 27 giugno, non è stato presentato e così il fantomatico art.14 della Legge Delega in materia fiscale che avrebbe dovuto ristrutturare tutto il comparto… rimane in stand-by. Ma questo si spera non rappresenti necessariamente la fine di qualsiasi ambizione a riordinare il settore dei casinò, anch’esso in “equilibrio precario” ed anch’esso in attesa che “venga qualche idea brillante” per poter proseguire il proprio percorso con un po’ più di tranquillità. Lo slittamento del decreto per il gioco potrebbe forse sembrare un punto a favore per i casinò che premono perché si realizzi una ristrutturazione che apparentemente non era stata inserita nel “famoso” art.14 della Legge Delega.

Se davvero, come detto dal Premier Renzi prima e successivamente dal Sottosegretario Baretta poi, non c’era stato tempo sufficiente per ultimare discorsi e dibattiti sul gioco pubblico, quello sui casinò era davvero un discorso alle battute iniziali dato che le case da gioco sono balzate all’onore della cronaca politica ben più recentemente del gioco pubblico e senza aver potuto visionare od esporre qualcosa di concreto.

Se si potranno, quindi, utilizzare degli altri strumenti normativi (diversi dal decreto sul gioco) allora la questione ed anche i tempi saranno diversi. Gli scenari, in ogni caso, sono davvero “oscuri ed incerti”, anche per gli avvicendamenti relativi al “responsabile dei giochi”, e non resta che attendere per capire quale indirizzo effettivo la politica vorrà dare al governo dei giochi e dei casinò.

Gli operatori di gioco d’azzardo onesti escono

Si sta concretizzando, purtroppo, un pesante “esodo” dal mercato italiano dei casino online di onesti operatori che vessati da varie parti sono stati costretti, purtroppo, a chiudere le proprie attività, licenziare i dipendenti e rimettersi in gioco in occasioni più “tranquille”.

A questo sono stati costretti tanti, tantissimi imprenditori che si sono trovati ad effettuare esborsi notevoli per ottenere le concessioni per aprire sale da gioco che poi, dopo poco tempo, sono stati costretti a ridimensionare. Gli apparecchi da intrattenimento -le “famigerate slot machine- sono diventate “pericolo pubblico” e non divertimento come avrebbero dovuto essere e, quindi, sono state prima relegate a “debita distanza dai luoghi sensibili”, poi limitate negli orari di accensione ed alla fine dovranno essere sostituite con altre più moderne e più controllate ma con altri investimenti che rischiano di diventare… azzardati.

Il fatto poi che alcuni operatori leciti abbiano “alzato bandiera bianca” non è certamente positivo perchè il territorio rischia di essere lasciato in mano all’illegale e questo, sì, porterà serie problematiche oltre a non offrire né tutela per il giocatore né sicurezza nei pagamenti delle vincite. Questo è il risultato delle battaglie di questi ultimi mesi, dei dettami delle varie Leggi relative al gioco che non hanno soddisfatto nessuno: certo, chi non voleva più il gioco-divertimento nella nostra vita sarà felice e soddisfatto. Noi invece no, cedere il passo all’illegale è triste, avvilente ma è quello che si è fortemente voluto per il gioco lecito…

Il paradosso del gioco d’azzardo

Dopo l’entrata in vigore della Legge di Stabilità, che ha portato parecchi interrogativi nel mondo del gioco d’azzardo, dovrebbe intervenire la Legge Delega nella quale è già prevista una revisione radicale della disciplina fiscale dei giochi: ci si domanda “ma che fretta c’era” di inserire anche nella Legge di Stabilità alcune manovre che “sembrano quasi” di voler mettere in concorrenza l’illegale con il lecito? Che fretta c’era di introdurre una “tolleranza dichiarata” dei centri di raccolta di scommesse che operano senza alcuna autorizzazione ed anche per i cosiddetti totem, terminali di gioco assolutamente vietati nei pubblici esercizi?

Che fretta c’era, in pratica, di “legalizzare” l’illegale e farlo uscire da quella specie di limbo in cui si trova? Si concretizza in realtà una specie di autentico paradosso legislativo che, alla fine, non accontenterà nessuno ma che creerà ancora di più incertezza, insicurezza e precarietà nel mondo-gioco lecito.

Oltre a questa incertezza che verrà a concretizzarsi, l’Erario non avrà neppure un introito ed un beneficio immediato: ma la politica del nostro Bel Paese è anche e sopratutto questo… l’incongruenza. Così come sembra oltremodo incongruente il fatto che il Governo-Stato “tolleri” che i vari Comuni emettano regolamenti e normative restrittive per quelle attività di gioco che sono “dipendenti” proprio dello Stato e da quest’ultimo “governate” e che vengono emesse in assoluta mancanza di presa di posizione da parte diretta dell’Esecutivo che “non vuole” o “non riesce” ad emettere normative nazionali riguardanti il mondo del gioco d’azzardo lecito. Cos’altro gli operatori del settore si possono aspettare?

Campagne contro il gioco d’azzardo patologico

Torino: l’incontro tra un rappresentante del Comune e personaggi di Lottomatica è stato estremamente proficuo. Non solo proficuo, ma anche molto interessante poiché è emerso, ancora una volta, l’estremo interesse che il settore del gioco, ed i suoi operatori, mettono “sul banco” per prevenire le patologie legate al gioco d’azzardo. Da sempre, va bene ricordarlo perchè qualcuno a volte “fa orecchie da mercante”, gli addetti ai lavori del mondo-gioco lecito si sono attivati per controllare, prevenire e contrastare la ludopatia, disagio e conseguenza del gioco d’azzardo patologico. Così, nell’incontro tra il Comune di Torino e Lottomatica, sono stati rappresentati gli sforzi “messi sul campo” ed è stata descritta, specificatamente, la campagna”18+” per la prevenzione ed il contrasto al gioco minorile.

La Campagna è un tour itinerante tra le città italiane che proprio il prossimo week end toccherà la città di Torino e, quindi, vi sarà la possibilità per gli Amministratori di “toccare con mano” questa iniziativa, valutarne la valenza e prendere magari spunto per le proprie iniziative. Sarà un’occasione per conoscere da vicino il gioco pubblico e, quindi, essere più coscienti delle eventuali future misure da affrontare per fronteggiare le problematiche sul territorio. Sarebbe bene che tutte le città contattassero e prendessero coscienza dell’operato del settore perchè tanto è stato fatto: questo impegno deve uscire “alla luce del sole” per sfatare quell’idea “bacchettona” che si voglia solo speculare sulle debolezze del gioco e non curarsi delle conseguenze: questo, lo si lasci al gioco illecito e privo di autorizzazioni che non offre alcuna tutela al giocatore…anzi.

Le sale di gioco d’azzardo a milano

Il Tar della Lombardia -come tanti altri Tar in realtà- ha parecchie “gatte da pelare” considerando che a questo Tribunale ricorrono parecchi operatori del settore del gioco d’azzardo per “farsi tutelare” nei confronti dei “mille” nuovi regolamenti comunali che sono stati posti in essere a “delimitazione” dell’attività di questo settore. Svariati sono i contenuti dei vari ricorsi, svariate le motivazioni ed anche… svariate le sentenze, anche magari sullo stesso “argomento”. Ma tant’è: si è ripetuto più volte che quando si parla di leggi e della loro applicazione relativamente al mondo del gioco lecito… la chiarezza è un “eufemismo”! Ne consegue che in questi giorni il Tar citato abbia accolto il ricorso di un operatore di gioco e sospeso il provvedimento con il quale il Comune di Milano lo diffidava dall’insediamento ed apertura di una sala giochi e collocazione delle nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito relativamente alla normativa regionale sulle distanze.

Il Tar fondava il suo accoglimento in quanto l’operatore aveva dichiarato di esercitare solo ed esclusivamente l’attività di raccolta delle scommesse e non anche l’attività di raccolta di gioco attraverso “le famigerate macchinette”, meglio conosciute ai più come slot machine. Il Tar ha quindi ritenuto che il divieto regionale si riferisse particolarmente appunto a queste ultime e “l’estensione” che il Comune di Milano ha preteso di applicare genericamente alla sala da gioco è in contrasto innanzitutto con i principi “stabiliti dal legislatore nazionale” relativamente alla libertà imprenditoriale, impresa che agisce per mandato di un concessionario di gioco lecito.

I minori ed il gioco d’azzardo

Le norme a livello nazionale relativamente al mondo del gioco d’azzardo stanno per arrivare… ma non ancora. Ci sono spostamenti di giorno in giorno e le Amministrazioni in questo tempo non sanno “che pesci pigliare” per fare fronte al dilagare delle sale da gioco. Per contrastare, quindi, il gioco d’azzardo e sostenere i Comuni e gli Amministratori locali, anche il Piemonte avrà presto una legge regionale in attesa di una legge dello Stato poiché vi sono cifre abbastanza preoccupanti che toccano il territorio piemontese: nella regione si spendono circa cinque miliardi l’anno per il gambling, ed in più vanno aggiunti i costi sociali legati all’impatto sulle famiglie del gioco patologico. Ciò senza contare la tutela dei giovani e giovanissimi e del territorio dato che attorno al gioco d’azzardo, anche in Piemonte, vi sono interessi da parte del malaffare.

Oltre alla legge regionale, verranno prese iniziative per sensibilizzare gli studenti delle scuole piemontesi sui temi della ludopatia e dell’educazione all’uso consapevole e responsabile del danaro. Tutti elementi indispensabili da affrontare per combattere i disagi che possono derivare “dall’abuso del gioco d’azzardo”: nel corso del convegno “Ragazzi non giochiamoci. Minori e gioco d’azzardo” sono stati sviscerati i problemi attinenti il gioco non responsabile e sul come affrontare le possibilità di dipendenza. In Piemonte sono stati regolarizzati gli orari di gioco nei locali, ma a volte gli esercenti presentano ricorsi in tal senso ed i vari Tar danno “sentenze” diverse e… la ragione a volte “pende da una parte” ed a volte “pende dall’altra”: quindi, ci vuole qualcosa di più “drastico”.

La crisi del gioco d’azzardo mondiale

Il Segretario all’Economia e Finanze di Macao, Lionel Leong Vai Tac ha dichiarato che il Governo non vuole assolutamente che gli operatori di casinò costringano i propri dipendenti a prendere congedi non pagati: peccato che questo commento sia arrivato dopo che era stato riportato che alcuni operatori stavano incoraggiando i propri dipendenti proprio a fare questo subito dopo l’ultimo capodanno cinese festeggiato il mese scorso, ma in tono indubbiamente più dimesso del solito! Ci consola il fatto che anche dall’altra parte del Pianeta i Governi da un lato dicano una cosa e dall’altro ne facciano un’altra: è proprio vero che “tutto il Mondo è Paese”… Questa polemica si è concretizzata dopo che il quotidiano di Hong Kong “The Standard” aveva reso noto che l’operatore di casinò Wynn Macau Ltd è già da qualche anno che incoraggia il suo staff a prendere congedi non retribuiti.

Sembra proprio che il vento della crisi non soffi solo sui “casinò tricolori”, ma anche all’estero si studiano misure per ridurre i costi, purtroppo iniziando da quelli del lavoro che sono senza dubbio i più onerosi. Quindi, approfittando di tutti i periodi stagionali più tranquilli, vengono incoraggiati i collaboratori a prendersi qualche giorno di vacanza, pagato o meno. Anche lì il costo del lavoro si presume quest’anno aumenti visto che le compagnie che stanno per iniziare nuove attività stanno per assumere migliaia di lavoratori e gli operatori stanno prendendo diverse misure per abbattere il costo del lavoro specie proprio ora che da mesi si registra quasi un crollo degli incassi.