Campagne contro il gioco d’azzardo patologico

Torino: l’incontro tra un rappresentante del Comune e personaggi di Lottomatica è stato estremamente proficuo. Non solo proficuo, ma anche molto interessante poiché è emerso, ancora una volta, l’estremo interesse che il settore del gioco, ed i suoi operatori, mettono “sul banco” per prevenire le patologie legate al gioco d’azzardo. Da sempre, va bene ricordarlo perchè qualcuno a volte “fa orecchie da mercante”, gli addetti ai lavori del mondo-gioco lecito si sono attivati per controllare, prevenire e contrastare la ludopatia, disagio e conseguenza del gioco d’azzardo patologico. Così, nell’incontro tra il Comune di Torino e Lottomatica, sono stati rappresentati gli sforzi “messi sul campo” ed è stata descritta, specificatamente, la campagna”18+” per la prevenzione ed il contrasto al gioco minorile.

La Campagna è un tour itinerante tra le città italiane che proprio il prossimo week end toccherà la città di Torino e, quindi, vi sarà la possibilità per gli Amministratori di “toccare con mano” questa iniziativa, valutarne la valenza e prendere magari spunto per le proprie iniziative. Sarà un’occasione per conoscere da vicino il gioco pubblico e, quindi, essere più coscienti delle eventuali future misure da affrontare per fronteggiare le problematiche sul territorio. Sarebbe bene che tutte le città contattassero e prendessero coscienza dell’operato del settore perchè tanto è stato fatto: questo impegno deve uscire “alla luce del sole” per sfatare quell’idea “bacchettona” che si voglia solo speculare sulle debolezze del gioco e non curarsi delle conseguenze: questo, lo si lasci al gioco illecito e privo di autorizzazioni che non offre alcuna tutela al giocatore…anzi.

Le sale di gioco d’azzardo a milano

Il Tar della Lombardia -come tanti altri Tar in realtà- ha parecchie “gatte da pelare” considerando che a questo Tribunale ricorrono parecchi operatori del settore del gioco d’azzardo per “farsi tutelare” nei confronti dei “mille” nuovi regolamenti comunali che sono stati posti in essere a “delimitazione” dell’attività di questo settore. Svariati sono i contenuti dei vari ricorsi, svariate le motivazioni ed anche… svariate le sentenze, anche magari sullo stesso “argomento”. Ma tant’è: si è ripetuto più volte che quando si parla di leggi e della loro applicazione relativamente al mondo del gioco lecito… la chiarezza è un “eufemismo”! Ne consegue che in questi giorni il Tar citato abbia accolto il ricorso di un operatore di gioco e sospeso il provvedimento con il quale il Comune di Milano lo diffidava dall’insediamento ed apertura di una sala giochi e collocazione delle nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito relativamente alla normativa regionale sulle distanze.

Il Tar fondava il suo accoglimento in quanto l’operatore aveva dichiarato di esercitare solo ed esclusivamente l’attività di raccolta delle scommesse e non anche l’attività di raccolta di gioco attraverso “le famigerate macchinette”, meglio conosciute ai più come slot machine. Il Tar ha quindi ritenuto che il divieto regionale si riferisse particolarmente appunto a queste ultime e “l’estensione” che il Comune di Milano ha preteso di applicare genericamente alla sala da gioco è in contrasto innanzitutto con i principi “stabiliti dal legislatore nazionale” relativamente alla libertà imprenditoriale, impresa che agisce per mandato di un concessionario di gioco lecito.

I minori ed il gioco d’azzardo

Le norme a livello nazionale relativamente al mondo del gioco d’azzardo stanno per arrivare… ma non ancora. Ci sono spostamenti di giorno in giorno e le Amministrazioni in questo tempo non sanno “che pesci pigliare” per fare fronte al dilagare delle sale da gioco. Per contrastare, quindi, il gioco d’azzardo e sostenere i Comuni e gli Amministratori locali, anche il Piemonte avrà presto una legge regionale in attesa di una legge dello Stato poiché vi sono cifre abbastanza preoccupanti che toccano il territorio piemontese: nella regione si spendono circa cinque miliardi l’anno per il gambling, ed in più vanno aggiunti i costi sociali legati all’impatto sulle famiglie del gioco patologico. Ciò senza contare la tutela dei giovani e giovanissimi e del territorio dato che attorno al gioco d’azzardo, anche in Piemonte, vi sono interessi da parte del malaffare.

Oltre alla legge regionale, verranno prese iniziative per sensibilizzare gli studenti delle scuole piemontesi sui temi della ludopatia e dell’educazione all’uso consapevole e responsabile del danaro. Tutti elementi indispensabili da affrontare per combattere i disagi che possono derivare “dall’abuso del gioco d’azzardo”: nel corso del convegno “Ragazzi non giochiamoci. Minori e gioco d’azzardo” sono stati sviscerati i problemi attinenti il gioco non responsabile e sul come affrontare le possibilità di dipendenza. In Piemonte sono stati regolarizzati gli orari di gioco nei locali, ma a volte gli esercenti presentano ricorsi in tal senso ed i vari Tar danno “sentenze” diverse e… la ragione a volte “pende da una parte” ed a volte “pende dall’altra”: quindi, ci vuole qualcosa di più “drastico”.

La crisi del gioco d’azzardo mondiale

Il Segretario all’Economia e Finanze di Macao, Lionel Leong Vai Tac ha dichiarato che il Governo non vuole assolutamente che gli operatori di casinò costringano i propri dipendenti a prendere congedi non pagati: peccato che questo commento sia arrivato dopo che era stato riportato che alcuni operatori stavano incoraggiando i propri dipendenti proprio a fare questo subito dopo l’ultimo capodanno cinese festeggiato il mese scorso, ma in tono indubbiamente più dimesso del solito! Ci consola il fatto che anche dall’altra parte del Pianeta i Governi da un lato dicano una cosa e dall’altro ne facciano un’altra: è proprio vero che “tutto il Mondo è Paese”… Questa polemica si è concretizzata dopo che il quotidiano di Hong Kong “The Standard” aveva reso noto che l’operatore di casinò Wynn Macau Ltd è già da qualche anno che incoraggia il suo staff a prendere congedi non retribuiti.

Sembra proprio che il vento della crisi non soffi solo sui “casinò tricolori”, ma anche all’estero si studiano misure per ridurre i costi, purtroppo iniziando da quelli del lavoro che sono senza dubbio i più onerosi. Quindi, approfittando di tutti i periodi stagionali più tranquilli, vengono incoraggiati i collaboratori a prendersi qualche giorno di vacanza, pagato o meno. Anche lì il costo del lavoro si presume quest’anno aumenti visto che le compagnie che stanno per iniziare nuove attività stanno per assumere migliaia di lavoratori e gli operatori stanno prendendo diverse misure per abbattere il costo del lavoro specie proprio ora che da mesi si registra quasi un crollo degli incassi.