Il riordino dei casinò finisce nel cassetto

Il gioco pubblico è attonito: il decreto legislativo sul gioco che doveva essere presentato entro il 27 giugno, non è stato presentato e così il fantomatico art.14 della Legge Delega in materia fiscale che avrebbe dovuto ristrutturare tutto il comparto… rimane in stand-by. Ma questo si spera non rappresenti necessariamente la fine di qualsiasi ambizione a riordinare il settore dei casinò, anch’esso in “equilibrio precario” ed anch’esso in attesa che “venga qualche idea brillante” per poter proseguire il proprio percorso con un po’ più di tranquillità. Lo slittamento del decreto per il gioco potrebbe forse sembrare un punto a favore per i casinò che premono perché si realizzi una ristrutturazione che apparentemente non era stata inserita nel “famoso” art.14 della Legge Delega.

Se davvero, come detto dal Premier Renzi prima e successivamente dal Sottosegretario Baretta poi, non c’era stato tempo sufficiente per ultimare discorsi e dibattiti sul gioco pubblico, quello sui casinò era davvero un discorso alle battute iniziali dato che le case da gioco sono balzate all’onore della cronaca politica ben più recentemente del gioco pubblico e senza aver potuto visionare od esporre qualcosa di concreto.

Se si potranno, quindi, utilizzare degli altri strumenti normativi (diversi dal decreto sul gioco) allora la questione ed anche i tempi saranno diversi. Gli scenari, in ogni caso, sono davvero “oscuri ed incerti”, anche per gli avvicendamenti relativi al “responsabile dei giochi”, e non resta che attendere per capire quale indirizzo effettivo la politica vorrà dare al governo dei giochi e dei casinò.

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