La crisi del gioco d’azzardo mondiale

Il Segretario all’Economia e Finanze di Macao, Lionel Leong Vai Tac ha dichiarato che il Governo non vuole assolutamente che gli operatori di casinò costringano i propri dipendenti a prendere congedi non pagati: peccato che questo commento sia arrivato dopo che era stato riportato che alcuni operatori stavano incoraggiando i propri dipendenti proprio a fare questo subito dopo l’ultimo capodanno cinese festeggiato il mese scorso, ma in tono indubbiamente più dimesso del solito! Ci consola il fatto che anche dall’altra parte del Pianeta i Governi da un lato dicano una cosa e dall’altro ne facciano un’altra: è proprio vero che “tutto il Mondo è Paese”… Questa polemica si è concretizzata dopo che il quotidiano di Hong Kong “The Standard” aveva reso noto che l’operatore di casinò Wynn Macau Ltd è già da qualche anno che incoraggia il suo staff a prendere congedi non retribuiti.

Sembra proprio che il vento della crisi non soffi solo sui “casinò tricolori”, ma anche all’estero si studiano misure per ridurre i costi, purtroppo iniziando da quelli del lavoro che sono senza dubbio i più onerosi. Quindi, approfittando di tutti i periodi stagionali più tranquilli, vengono incoraggiati i collaboratori a prendersi qualche giorno di vacanza, pagato o meno. Anche lì il costo del lavoro si presume quest’anno aumenti visto che le compagnie che stanno per iniziare nuove attività stanno per assumere migliaia di lavoratori e gli operatori stanno prendendo diverse misure per abbattere il costo del lavoro specie proprio ora che da mesi si registra quasi un crollo degli incassi.

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