Lo stato deve far chiarezza sul gioco d’azzardo

Pur rispettando l’operato dei giudici per quanto riguarda il mondo-gioco non si può non riscontrare le varie discrepanze delle decisioni sul medesimo oggetto: specificatamente l’orario degli apparecchi di intrattenimento imposto alle sale da gioco su internet dal Comune di Milano. Possibile che a nessuno interessi che queste limitazioni andranno indubbiamente ad incrementare il gioco illegale? Che le “ristrettezze lavorative” non faranno altro che limitare l’attività di chi opera in virtù e nel nome di concessioni rilasciate dallo Stato? Certamente le “limitazioni d’orario” non tuteleranno i giocatori e, sopratutto, non vi saranno meno giocatori “problematici” poichè, come si è evidenziato nei vari territori che hanno “messo al bando il gioco d’azzardo lecito”, il mondo-gioco si è riversato nell’illegalità visto il proliferare, in quei luoghi, di totem e Ctd: sistemi senza alcun controllo che agiscono senza alcuna autorizzazione dello Stato.

Quindi, unico risultato tangibile sarà il dirottamente della legalità verso l’illecito e questo sarà “un gran bel passo” verso la tutela dei giocatori sopratutto verso gli individui più influenzabili(sic!). Ma come può lo Stato permettersi di non intervenire, di non mettere finalmente un punto fermo, autoritario, definito, nazionale che “metta le cose al proprio posto” e che metta gli operatori  in tranquillità e nella possibilità di lavorare… senza incertezze, senza paura del “mondo-gioco illecito” e con la gioia di mettere adisposizione dei giocatori, che vogliono divertirsi, tutta la loro esperienza e la loro professionalità? In fondo, il compito del gioco lecito è questo: divertimento. Lo stanno cercando in tanti…. ma cominciano a non trovarlo più!

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